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TOUR ED ESCURSIONI

Ponte del Diavolo

Sono le 14,30 del 29 luglio 2020 e fa veramente caldo!
Ma tanto!
Questo non mi fa rinunciare al mio giro in bici e parto per San Zeno di Montagna dove voglio incontrare la mia amica Evelinda (con la quale negli anni abbiamo condiviso vela, sci, bici e una grande amicizia).

Evelinda lavora a San Zeno di Montagna e la incontro di fronte alla chiesa.
L’ho convinta finalmente a provare una ebike full suspended e decido di accompagnarla in un percorso facile ma con alcuni passaggi nei quali potrà rendersi conto della differenza tra una ebike front “turistica” e una full con copertoni larghi. Sono certa che apprezzerà e si troverà molto meglio.

La prima sosta la facciamo a Contrada Laguna, posto bellissimo, quasi completamente ristrutturato mantenendo intatto l’aspetto “antico”. Riempiamo le borracce di acqua fresca e io ficco la testa sotto l’acqua, casco compreso.

Da qui prendiamo la deviazione per il Ponte del Diavolo: “Perché si chiama così?” mi chiede Evelinda… francamente non lo so, ma ecco cosa ho imparato in una ricerca.

Il nome PONTE DEL DIAVOLO è utilizzato in diversi Paesi; certe strutture erano talmente complesse per l’epoca, che la loro realizzazione, si pensava, fosse stata possibile solamente per mezzo di un artificio del diavolo, dando così adito a numerose storie. Altri ritengono che la conoscenza per costruire questo tipo di ponte, sia dovuta ad un dono da parte del Diavolo, per via di un patto tra esso e la popolazione locale, in cambio delle loro anime. La maggior parte di questi manufatti hanno una struttura ad arco e sono costruiti in pietra o muratura e segnano un traguardo importante nell’architettura antica. Per via dell’aspetto estetico, per l’epoca stravagante e strambo, i diversi “Ponte del Diavolo” erano oggetto di molte leggende e credenze che variano da luogo a luogo.

Superato il Ponte del Diavolo pedaliamo ancora un po’ in salita fino alla fine dell’asfalto.

Imbocchiamo una strada bianca privata in mezzo al bosco in una gradevolissima frescura. Davvero dietro l’angolo abbiamo posti stupendi dei quali ci accorgiamo troppo raramente.
La strada finisce in un bosco e dobbiamo tornare esattamente sui nostri passi.

Al ritorno breve sosta davanti al cancello di Tenuta Cervi, meraviglioso e incontaminato angolo di paradiso.

Visto che Evelinda con la bici se la sta cavando davvero bene imbocco una variante in salita e sconnessa: peccato che il tronco ci abbia fermato! Sarà per la prossima volta che sento molto molto vicina. Sono davvero felice che la mia amica apprezzi questo mio nuovo mondo! In realtà quando mai non sono riuscita a coinvolgerla nelle mie follie?